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" I Thirst "Un giorno , sul mezzodì , c'è stato un incontro al pozzo di Sichar... |
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Benvenuto nel mio Spaces!
Roberto Duttowrote:
Grande!!Bellissimo lo scritto di Tonino Bello..lo adoro!!
Mar. 27
don Marcowrote:
Bel blog!
complimenti! Grazie per lo spunto per riflessioni!
don marco
Feb. 4
Stefaniawrote:
hey ciao! mi piace quello ke scrivi, leggo molto spesso il tuo blog, complimenti continua così
Nov. 28
Simonwrote:
lascio una traccia del mio passaggio qua. Sono arrivato attraverso una ricerca tra i blog in italiano con la stinga "Anselm Grün". Alla prossima!
Aug. 18
wordoflifewrote:
ogni bene a te che passi!
May 18
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September 14 CELEBRARE L’EUCARISTIA È OLTREPASSARE LA «SOGLIA»![]() CELEBRARE L’EUCARISTIA È OLTREPASSARE LA «SOGLIA» Il cielo si schiude e ci fa gettare uno sguardo in un altro mondo, nel mondo che sta oltre la morte. I morti non sono semplicemente scomparsi dal mondo, ma sono accanto a Dio. E il banchetto funebre dell’Eucaristia ci dona anche la comunione con loro; così la nostra vita oltrepassa gli stretti confini della nostra biografia personale. Noi facciamo parte dei santi che celebrano assieme a noi la redenzione in Cristo, ed entriamo in relazione con tutti i morti che abbiamo conosciuto. Lo spazio, in cui celebriamo l’Eucaristia, è totalmente abitato da tutti i morti che abbiamo conosciuto. La comunione con i morti esige tuttavia che non li tratteniamo nel nostro ricordo ma li lasciamo in pace con Dio. Essi c’incontrano nell’Eucaristia come coloro che hanno conosciuto la verità della propria vita e ora ci indicano che cosa intendevano realmente fare di essa. Ciò ci libera dalla paura di morire e ci rende familiare il mondo che sta oltre la morte. Solo quando la nostra vita s’introduce nello spazio che sta oltre la soglia della morte, essa ha raggiunto la sua interezza; solo allora ha superato la protezione che la morte le ha concesso, solo allora è diventata una vita che è per sempre salva in Dio. March 30 Sui cornicioni![]() Sui cornicioni
ovvero
La metafora della conversione permanente
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E' difficile rimanere sulla corda, camminare sui cornicioni,
sottoporci alla conversione permanente.
Amiamo pagare una volta per tutte.
Preferiamo correre soltanto per un tratto di strada.
Ma poi, appena trovata una piazzola libera, ci stabilizziamo
nel ristagno delle nostre abitudini, dei nostri comodi.
E diventiamo borghesi.
Il cammino come costume ci terrorizza. Il sottoporci alla costanza
di una revisione critica ci sgomenta. Affrontare il rischio di una
itineranza faticosa ci rattrista.
Lo Spirito Santo, invece, ci chiama a lasciare il
sedentarismo comodo dei nostri parcheggi, per metterci
sulla strada subendone i pericoli.
Ci obbliga a pagare, senza comodità forfettarie, il prezzo
delle piccole numerosissime rate di un impegno duro,
scomodo , ma rinnovatore.
Antonino Bello
February 16 MEMORIA E MEMORIALE
Antonino Bello
January 18 Dal cratere di una granata.
Dal cratere di una granata.
Ascolta Dio! Nella mia vita
non ho mai parlato con te:
fin da piccolo
mi hanno detto che tu non esisti
e io, stupido, ci ho creduto.
Non ho mai contemplato le tue opere.
Ma questa notte,
dal cratere di una granata,
ho guardato il cielo stellato
sopra di me.
Affascinato dal loro scintillare,
a un tratto ho capito l'inganno.
Non so, o Dio, se mi darai la tua mano,
ma io ti parlerò e tu mi capirai.
In mezzo a questo spaventoso inferno
mi è apparsa la luce e io ho scorto te!
Sono felice solo perchè
ti ho conosciuto.
A mezzanotte dobbiamo attaccare,
ma non ho paura perchè tu mi guardi.
E' il segnale! Me ne devo andare.
Può darsi che questa notte
venga a bussare da te.
Anche se finora
non sono stato tuo amico,
quando verrò,
mi permetterai di entrare?
Ora la morte non mi fa più paura.
Preghiera scritta su un ritaglio di carta trovato
nella giubba di AleKsander Zacepa, un soldato russo
morto sotto una granata durante l'ultimo conflitto mondiale.
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